lunedì, Giugno 14, 2021
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Storia di una ladra di libri: la mia recensione

Storia di una ladra di libri: la mia recensione

Care lettrici, ho deciso di aprire una nuova categoria sul mio blog. La categoria libri, dove inserirò le recensioni di tutti i libri che ho letto.

Iniziamo da Storia Di Una Ladra Di Libri di Markus Zusak che il New York Times definisce come “Il tipo di libro che ti cambia la vita”.

(Leggi anche Perché amo leggere)

Storia di una ladra di libri: la mia recensione

Diciamo che non mi ha cambiato la vita, mi ha fatto però riflettere molto ed è proprio quello che devono fare i libri. Lasciarti qualcosa.

Innanzitutto a lasciarmi spiazzata è stata la voce narrante dell’intero libro che non è così consueta e regalerà tutto uno stile particolare al racconto.

La protagonista è Liesel Meminger, una bambina di 9 anni, che durante il periodo nazista, in cui il domino del Fuhrer era pressoché indiscutibile, viene data in affidamento dalla madre naturale, per salvarla e tenerla al sicuro. Lei è infatti una comunista e sa benissimo che presto sarà portata via dai nazisti. Sul treno, durante il viaggio, Liesel viene a perdere il fratellino. Durante il funerale ruberà il suo primo libro. Un libro molto particolare che, leggendo e rileggendo, le ricorderà per tutto il racconto il fratellino.

Arrivata al numero 33 della Himelstrasse, Liesel incomincerà una nuova vita insieme alla sua nuova Mamma e al suo nuovo Papà, a cui si legherà tantissimo. Papà, sarà infatti colui, che le insegnerà ad arrotolare le sigarette e a leggere.

Storia di una ladra di libri: la mia recensione

Leggeranno tanto e scriveranno parole, la notte, durante i suoi incubi quando Papà le rimarrà sempre accanto, e nello scantinato dove ben presto Hans Hubermann, per mantenere una promessa, ospiterà un’ebreo, Max.

Max diventerà un’altro importante protagonista della storia. Infatti avrà un profondo legame d’amicizia con la famiglia Hubermann, ma in particolare con Liesel. Fra loro sarà uno scambio reciproco di parole e di storie. Questa una delle parti del libro che maggiormente ho apprezzato e mi ha emozionato.

Poi c’e l’amicizia con Rudy, un bambino che presto diventerà il suo compagno di avventure. Inizialmente per la fame ruberanno nelle fattorie delle mele o qualche patata, poi si spingeranno insieme verso la casa del sindaco, che ospita una grande biblioteca, e Liesel ruberà dei libri. Rudy, bambino dolce e generoso sognerà per tutto il racconto di baciare le dolci labbra di Liesel.

Leggere sarà la salvezza della ragazza nei molti momenti salienti della sua vita. Ci farà capire l’importanza delle “parole” e di quanto queste possano essere potenti.

Questo libro mi ha emozionata e commossa regalandomi sensazioni forti. Racconta un periodo storico, come il nazismo, con delicatezza ma anche con molta intensità.

Un libro che mi ha fatto riflettere su quanto una parola possa incidere sulla vita di chi la legge e di chi la ascolta.

Storia di una ladra di libri: la mia recensione

Pagine libro: 564

Difficoltà lettura: media

Voto: 7

(Leggi anche Una mamma che legge. Benefici per te e per i tuoi figli.)

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14 COMMENTS

  1. Le parole sono importanti, le parole plasmano il mondo, è il motto del mio blog ma anche qualcosa che i buddisti dicevano qualche secolo prima di Cristo. C’è molto di più di quello che pensiamo dentro le storie che ascoltiamo ogni giorno.

  2. Letto il libro che ho trovato meraviglioso, anche se emotivamente forte.
    Il film non l’ho visto, spesso i film mi deludono perché non rispecchiano ciò che ho provato nel leggere il libro.

  3. Vidi il film al cinema e ne rimasi davvero colpita. Mi aveva colpito moltissimo la tensione, l’atmosfera di paura, ma anche di gioia di questa bambina che allietava tutti con la lettura durante momenti di immensa paura. Un film che fa piangere ma anche sorridere. Allora decisi di comprare il libro. L’ho trovato molto bello, anche se con quelle parole tedesche nel mezzo a me incomprensibili. è un libro (insieme al film) che consiglio a tutti. Non cambia la vita, ma fa sicuramente riflettere, come hai sottolineato molto bene anche tu.

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