Tracciati in gravidanza: quando si fanno e perché. Quali i valori, ci sono rischi?

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Tracciati in gravidanza: quando si fanno e perché. Quali i valori, ci sono rischi?

In gergo sono chiamati tracciati in gravidanza, invece il termine tecnico è cardiotocografia.
Ma cosa sono?
Sono monitoraggi, specificatamente fatti alla fine della gravidanza, per esaminare la frequenza cardiaca del piccolo in grembo e le contrazioni uterine.
Ma come si svolgono i tracciati e quando è il momento di farli? Scopriamolo insieme

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Tracciati in gravidanza a cosa servono? 

Il cardiotocografo è composto da due sonde che si fissano sul pancione della mamma con una fascia, di conseguenza collegate al macchinario.

Il monitoraggio fetale elettronico è una pratica comunemente utilizzata nelle unità di maternità: misura il battito cardiaco del tuo bambino in frequenza e forza e misura le tue contrazioni.

Il monitoraggio fetale elettronicoavviene così: sonda esterna che si divide in due, collegati e tenute ferme da una cintura che è nota come cardiotocografia (CTG) che gira intorno alla pancia

Il monitoraggio fetale elettronico fornisce agli operatori sanitari un grafico stampato, come un elettrocardiogramma, della frequenza cardiaca del bambino durante le contrazioni.
Il grafico viene quindi utilizzato per determinare come stanno procedendo le ultime settimane di gravidanza o il travaglio e se il tuo bambino sta tollerando bene il “viaggio” o c’è qualcosa che non va.

È possibile che ti venga chiesto di fare il monitoraggio elettronico in uno dei due modi seguenti:

1.) Traccia di ammissione, come un’ ‘istantanea’ pre travaglio.
2.) Monitoraggio fetale elettronico continuo , il che significa che il tuo bambino viene monitorato durante l’intero travaglio

L’intenzione dell’uso del monitoraggio continuo è che gli operatori sanitari sperino che mostrerà se i livelli di ossigeno del tuo bambino sono bassi o il tuo bambino non tollera bene il travaglio – per prevenire paralisi cerebrale, danni cerebrali, convulsioni neonatali o morte o possibilmente prevenire un rottura uterina.

Tracciati in gravidanza quando farli

Se ti stai chiedendo quando effettuare i tracciati o quando devono essere fatti, sappi che non ci sono delle linee guida, ma normalmente il ginecologo li prescrive dalla 37° settimana, nel momento in cui cioè la gravidanza è considerata a termine e ogni giorno può essere il giorno del parto.
Si procede facendo un tracciato al settimana, con una frequenza che potrebbe salire se il dottore si rende conto che c’è qualcosa da controllare in tempi più stretti ( ad esempio anomalie nel battito del bambino).

In caso di gravidanze oltre termine e quindi protratte oltre la 40°settimana (oppure oltre la 41° settimana), i tracciati potrebbero essere fatti anche tutti i giorni o un giorno si e uno no, per monitorare costantemente lo stato di salute del piccolo, oltre che delle tue contrazioni. Oltre il termine della data presunta del parto, i controlli si intensificano,  ciò serve per osservare la quantità di liquido amniotico, escludendo l’ipotesi che si riduca oltre il limite consentito.

Un tracciato che risulta essere irregolare non deve comunque subito preoccuparvi: il battito cardiaco del bambino è quasi sempre irregolare.
Diventa regolare se il bambino sta dormendo, questo spiega
perché si cerca di svegliarlo durante i tracciati o le visite, dando dei colpetti sulla pancia o facendo mangiare alla mamma, della cioccolata o bere coca cola.
Il monitoraggio può durare da mezz’ora a un’ora, dipende appunto da tutti questi fattori sopra elencati.

La cardiotocografia è davvero importante durante il travaglio per valutarne l’ andamento e l’intensità delle contrazioni, oltre la frequenza cardiaca fetale: quando i dolori sono così forti per la mamma che quasi non riesce a tollerarli, il battito potrebbe avere variazioni notevoli.
Le ostetriche saranno lì a studiare i tracciati proprio per individuare in maniera celere, un’eventuale sofferenza cardiaca fetale e intervenire subito.

E per chi sogna il parto in acqua, non temete, esistono sonde che possono essere messe sotto l’acqua, come esistono anche quelle “doppie” per i gemelli.

Andare a fare i tracciati quando si è vicino al termine, diventa anche un modo per prendere confidenza con l’ospedale e conoscere le ostetriche che ci lavorano, iniziando così a conoscere il personale che ti aiuterà durante il parto.

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