Viaggiare in gravidanza: rischi, mete da evitare e precauzioni da seguire

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viaggiare in gravidanza

I nove mesi di gravidanza sono lunghi ed è impensabile che non si debba, o che non si sente la voglia, di spostarsi. Che si tratti di un viaggio di lavoro o di vacanze in gravidanza, vediamo come è possibile affrontarle al meglio. Sicuramente è importante seguire delle accortezze e, prima di qualsiasi pianificazione, sentire il proprio ginecologo che saprà indicarvi se le vostre condizioni e quelle del bambino sono idonee per affrontare uno spostamento e viaggiare in gravidanza.

Viaggiare in gravidanza: quando è possibile?

Partendo sempre dal presupposto che prima di qualsiasi decisione bisogna consultare il proprio ginecologo, diciamo che in una gravidanza che non presenta particolari problematiche e rischi, non è vietato viaggiare. Solitamente, si tende a sconsigliare spostamenti:

  • durante il primo trimestre di gestazione, in quanto si è proprio all’inizio della gravidanza e, di conseguenza, si deve ancora entrare bene nell’ottica del cambiamento che il nostro corpo sta vivendo e che sta ospitando il proprio bambino. Inoltre, soprattutto nei primi tre mesi, il numero di aborti spontanei è molto alto e, anche se nella maggior parte dei casi sono dovuti a cause “naturali” quindi non scatenate da azioni compiute dalla mamma, è sempre meglio non rischiare.
  • negli ultimi tre mesi di gravidanza, visto che si avvicina la data del parto è sempre meglio non allontanarsi dal luogo in cui si vive e si è progettato di affrontare il parto. Il rischio, potrebbe essere quello che si presenti un parto prematuro del tutto inaspettato e ci si trovi in un posto non attrezzato per affrontarlo al meglio. In ogni caso, prima di partire è consigliabile informarsi sulla presenza delle strutture sanitarie e annotare contatti, orari e ogni informazione utile.

Mete sconsigliate in gravidanza

Il viaggio in gravidanza deve essere pianificato con attenzione, proprio in virtù della situazione delicata che si sta vivendo. Oltre a informarsi sulla presenza delle strutture sanitarie, soprattutto in previsione di viaggi più lunghi, tipo al di fuori dell’Unione Europea, è preferibile informarsi sulle assicurazioni sanitarie e sulle coperture disponibili anche per le donne in gravidanza.

Al di là dell’aspetto legato a controlli e strutture, in linea di massima alle donne incinta sono sconsigliate le mete dove vi è il rischio di contrarre malattie contagiose o infezioni gravi, tipo colera, febbre gialla e malaria.

Viaggiare in gravidanza: qual’è il periodo più adatto

Alla luce di quanto descritto sopra, in generale, il secondo trimestre è il momento migliore per effettuare viaggi e spostamenti. Eccetto che con i mezzi a due ruote (bicicletta, moto, ecc) possono esser presi tutti i mezzi di trasporto. Dunque, con le dovute accortezze, si può viaggiare in gravidanza per la gran parte della gestazione. Occorre, però, farlo presente alle compagnie con cui viaggerete, per valutare insieme se il viaggio è fattibile e se possiedono tutto ciò di cui si necessitate. In previsione di un viaggio, è indispensabile informarsi presso la compagnia sulla effettiva possibilità di salire a bordo e sulla eventuale documentazione medica da fornire. Per i controlli di sicurezza effettuati con il metal detector, considerati ormai sicuri per le donne incinta, è comunque possibile chiedere di sottoporsi, in alternativa, a una perquisizione manuale. Quindi:

  • Treni e navi non sono di norma sconsigliati in una gravidanza fisiologica, anche se ogni mezzo di trasporto richiede specifici accorgimenti da adottare.
  • In auto, contrariamente a quanto si sente spesso dire, è obbligatorio indossare la cintura di sicurezza, eventualmente posizionandola al di sotto del pancione per non schiacciare il ventre. Se il tragitto è lungo può essere utile fare alcune soste per sgranchirsi le gambe e cambiare posizione.
  • Aereo in gravidanza, il viaggio in sé per sé non comporta particolari rischi, è la meta, come già detto, a fare la differenza. La prima precauzione da prendere è indossare le calze elastiche compressive per aiutare la circolazione. Stare a lungo fermi, infatti, aumenta il rischio di trombosi venosa, che è ancora più alto per le donne in gravidanza. È’ importante bere molto e sgranchirsi spesso.

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