Capricci nei bambini: cosa sono, come gestirli e terrible two

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capricci nei bambini

Bambini e capricci, nella quotidianità, sembrano andare di pari passo. Ma, vi siete mai chiesti come nascono i capricci? Molto spesso, anche a causa della stanchezza, i genitori tendono a interpretare i capricci in modo negativo, non ascoltando il bisogno che il bambino vuole esporre, in quanto si tende a pensarlo semplicemente come un gesto senza senso, nato per non compiacere i genitori. Ma è veramente così? Vediamo insieme cosa sono i capricci, quando si manifestano e come gestirli.

Capricci nei bambini: quando si presentano

Solitamente, la fascia di età in cui i capricci nei bambini si presentano con maggiore frequenza è quella che sta dai 2 ai 3 anni. È questa l’età, in cui il bambino sente più spesso il bisogno di mettere alla prova il genitore, mostrandosi negativo e non collaborativo. Del resto, i due anni, vengono definiti anche “terrible two“, cioè i terribili due. Vediamo cosa sono.

Terrible two

I “terribili due“, meglio conosciuti con il termine inglese “terrible two”, è una fase che solitamente si presenta nei bambini, appunto, intorno ai due anni di età. Si riconosce l’arrivo di questa fase, in quanto il bambino inizia a essere maggiormente capriccioso e meno collaborativo. La parola “NO” diventa un intercalare più o meno fisso e la pazienza dei genitori tende a vacillare. La spiegazione a questo atteggiamento deriva da un cambiamento significativo del bambino, che sta segnando il suo passaggio verso una richiesta di affermazione di se stesso e della sua individualità. 

Come gestire i capricci nei bambini

Molto spesso, di fronte a un capriccio, apparentemente immotivato, la reazioni istintiva di un genitore è quella di perdere la pazienza, perché si tende a non dare un significato a quanto il bambino sta cercando di esprimersi, ma ci si sofferma sullo stato di insofferenza che genera. Quindi il consiglio, di fronte a un capriccio, è quello di cercare di recuperare pazienza e capire ciò che sta esprimendo il bambino. Molto spesso il capriccio è il suo modo per esprimere un disagio che non riesce a spiegarsi e, d conseguenza,a non riesce a spiegare agli altri. La cosa migliore da fare, in queste circostanze, è quella di cercare di calmarlo e spiegargli che solo con la calma la situazione sarà più chiara per entrambi. Inoltre, è importante trasmettere al bambino comprensione verso il suo malessere, da non confondere ovviamente con il suo atteggiamento. Del tipo, “io lo capisco che sei arrabbiato perché è successo questo“, quindi bisogna accogliere le sue emozioni, senza dimenticare che questo non significa accettare qualsiasi comportamento.

Capricci nei bambini: alcuni consigli

  • Mantenere la calma e non alzare la voce
  • Utilizzare il giusto linguaggio, appropriato all’età del bambini
  • Mostrarsi comprensivi per il suo stato d’animo ma non per il suo atteggiamento
  • Abbassarsi al livello del bambino e parlargli all’altezza degli occhi
  • Comprendere la natura dei capricci e regolarsi di conseguenza
  • Spiegare al bambino che se si esagera si può chiedere scusa
  • Porre dei limiti al capriccio
  • In caso di capriccio in luogo pubblico, il consiglio è non dargli troppo peso ma mettere in chiaro le direttive di sempre
  • Alla fine, abbracciare il bambino.

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